La filosofia di euroscettici.it

“L’Euro farà finire la democrazia in Europa”, “l’ Euro è la più grande follia dell’era moderna”, “La Germania si ritroverà la sua naturale fobia dell’inflazione, mentre l’ Euro risulterà fatale per i paesi poveri perché devasterà le loro economie inefficienti”. 

Molti di voi sanno chi ha pronunciato queste profetiche parole, per chi non lo sapesse, è stata Margaret Tatcher, parole che all’epoca salvarono la Gran Bretagna dalla Moneta Unica che se ne restò placidamente fuori dall’Euro. 

Contestualmente, in Italia, avevamo Romano Prodi che ci diceva: “con l’Euro lavoreremo un giorno di meno guadagnando come se lavorassimo un giorno di più”.

Prescindendo dalle colorazioni politiche, valutate voi chi dei due aveva ragione, con l’avvertenza che se date ancor oggi ragione a Prodi, non leggete questo blog, non vi serve. 

Questo sito si propone di alimentare il dibatto culturale, scientifico, politico,  partendo da un punto fermo, che l’adesione all’Euro è stato un errore! 

Ci prefiggiamo di fornire un quadro il più possibile completo e articolato del pensiero euroscettico, creando un compendio delle idee espresse da politici ed economisti che hanno capito che l’impalcatura della Moneta Unica è sbagliata. 

L’obiettivo è quello di capire e approfondire, dato che serviranno gli strumenti teorici e pratici per fornire soluzioni, per uscire da questo disastro economico e sociale.

Occorre non  farsi ingannare dagli eurocrati che nel tempo cercheranno di porre dei correttivi finalizzati a mantenere lo status quo. Il punto di vista da cui partiamo, è che l'Euro rappresenta un progetto autoritario che tende a svuotare i singoli Stati della legittimazione naturalmente attribuitagli dai cittadini, a favore di una elite non eletta. E' un progetto che tende a favorire le multinazionali e  a distruggere le piccole e medie imprese e quindi, volto a limitare la libertà fondamentale di intraprendere. Esso si basa sul falso presupposto ideologico che tutto ciò che è piccolo sia brutto e inefficiente (vedi a questo proposito articoli di Alberto Bagnai). Anche se l'Euro dovesse continuare ad esistere, siamo sicuri che i correttivi apportati dagli eurocrati di Bruxelles, non saranno sostanziali, non andranno ad incidere sull'impostazione di fondo che è quella di mantenere una moneta che favorisce le imprese tedesche. I meccanismi di solidarietà fra Stati, se verranno messi in atto, lo si farà,  non con lo scopo di far crescere in modo armonioso  tutta l'area, ma con la sola finalità di evitare che l'Euro imploda. L'idea di fondo è che ogni Stato se la debba cavare da solo. La Teoria delle Aree Valutarie Ottimali, di cui parleremo diffusamente, dimostra che, senza solidarietà, i paesi deboli facenti parte di una medesima area valutaria, tendono a diventare sempre  meno competitivi e più poveri. Ma c'è di più, e forse questo è l'aspetto più grave, l'Euro continua e continuerà ad essere gestito in modo tale da somigliare al vecchio marco (anche qui con brevi parentesi dovute alla necessità di non fare saltare il banco: vedi QE). Un Euro artificiosamente alto rispetto alla media dei fondamentali delle economie dei paesi membri, alimenta enormi distorsioni che danneggiano i paesi  deboli o i paesi, come il nostro, che hanno una struttura produttiva fatta di piccole e medie imprese: le multinazionali producono facilmente a basso costo nei paesi in via di sviluppo, incassano in valuta pregiata e collocano la loro sede fiscale in paesi a bassa imposizione. Le  imprese medio piccole invece, che producono in loco, che subiscono un alto costo del lavoro perché pagano manodopera locale, che pagano una tassazione elevatissima,  sono ingiustamente penalizzate sui mercati esteri e, anche sul mercato interno, subiscono lo spiazzamento dovuto alla concorrenza di prodotti che giungono al consumatore  a prezzi artificiosamente a buon mercato. Si verifica pertanto un deflusso di capitali, di moneta, dai paesi del Sud alla Germania.  Così le aziende vanno in crisi, sono costrette a ridurre i salari  e/o a licenziare, e si riduce la base imponibile. Di conseguenza va in crisi anche lo Stato, aumenta il debito pubblico e le imprese rimaste subiscono una tassazione sempre più gravosa e perdono ulteriore competitività, in un circolo vizioso che determina un inarrestabile avvitamento dell'economia.          

Questo non è un sito che pregiudizialmente vuole sostenere che, allo stato, la soluzione migliore sia quella di uscire dall’Euro, verranno prese in considerazione varie opzioni, lo scopo è quello di fare confluire il pensiero “Euroscettico” in un contenitore, dove si possa dialogare e trovare una sintesi.