Ha ragione la Fed o la BCE?

 

22/02/2015
Per comprendere il reale meccanismo di creazione della moneta nell'attuale sistema economico, rimandiamo all'articolo pubblicato da Keynesblog:
http://keynesblog.com/2013/05/21/inflazione-e-moneta-endogena-il-pdf
Lo stesso, insieme ai già citati lavori della Banca d'Inghilterra e tanti altri, ci dicono che l'ammontare della moneta circolante nel sistema economico, è determinato solo in misura marginale dall'azione delle Banche Centrali. In altre parole, la maggior parte del denaro in circolazione è creato dal sistema bancario in modo indipendente.
Questa teoria, di matrice Keynesiana, tende a smontare la teoria monetarista che sostiene che la Banca Centrale sarebbe il principale motore nella determinazione della quantità di moneta che circola nel sistema economico.

Per quest'ultima, la Banca Centrale, aumentando la base monetaria, darebbe la possibilità alle banche commerciali, tramite il moltiplicatore monetario, di creare depositi, fare prestiti e quindi "moltiplicare" la moneta in circolazione.
Secondo la teoria "monetarista" quindi, l'azione esogena della banca centrale sarebbe la causa principale di un eventuale eccesso di moneta in circolazione e quindi di indesiderabili fenomeni inflazionistici.
I Keynesiani negano questa relazione e sostengono che il moltiplicatore monetario in realtà non funzionerebbe come descritto dai "monetaristi", perchè sarebbero le banche commerciali le principali artefici della creazione o della distruzione di moneta.
Questa diatriba fra le due scuole di pensiero va al cuore dell'attuale crisi globale e soprattutto di quella dell'Euro.
Le banche anglosassoni e quella giapponese, da molti anni, ritengono che il meccanismo che determina gli aggregati monetari sia riconducibile a quello descritto dai Keynesiani e cioè che la Banca Centrale possa concentrarsi solamente sulla fissazione dei tassi d'interesse, ma non possa influire in maniera determinante sull' l'ammontare degli aggregati monetari, della massa monetaria in circolazione nel sistema economico, .
A tale proposito, Bernanke, nel suo libro "La Federal Reserve e la crisi finanziaria", a pagina 138-139, dice con chiarezza che la politica di "quantitative easing" della FED, messa in campo dopo la crisi del 2008, che è consistita nell'acquisto massiccio di titoli, non ha determinato aumento di circolante nel sistema economico. Scrive:" vi domanderete come sono stati pagati i 2000 miliardi di dollari che la Fed ha versato per l'acquisto di titoli? La risposta è: con l'accredito delle somme corrispondenti sui conti bancari degli investitori che l'hanno venduti. Questi conti bancari figurano come riserve che le banche detengono presso la Fed in appositi conti di deposito (detti conti di riserva). La Fed ,infatti, funge da banca per i normali istituti bancari. Quindi, in sostanza, la Fed ha pagato l'acquisto dei titoli incrementando le riserve che le banche detenevano nei propri conti presso la Fed stessa". E ancora dice:"Di quando in quando si sente dire che la Fed stampa moneta cartacea per pagare l'acquisto di titoli". In realtà "l'ammontare di banconote in circolazione (circolante) non è stato influenzato dai programmi di quantitative easing. L'acquisto di titoli su larga scala ha influenzato invece l'altra voce del passivo, i conti di riserva, rappresentati dall'area immediatamente al di sopra del circolante. Questi conti, detenuti dalle banche commerciali presso la Fed, rappresentano un'attività per il sistema bancario ed una passività per la Federal Reserve, e sono lo strumento con cui la Fed paga l'acquisto di titoli. Il sistema bancario ha un consistente volume di riserve , che rappresentano però una semplice partita contabile. Sono iscritte nel bilancio della Fed e non costituiscono circolante, cioè non sono comprese in alcun aggregato monetario ". Perchè Bernanke ha fatto ha fatto il quantitative easing? Sempre a pagina 138 ci dice: "Per effetto complessivo di tali dinamiche, si è registrata una diminuzione dei rendimenti di una vasta gamma di titoli. Come al solito, un calo dei tassi d' interesse produce un effetto di stimolo all'economia".
Parola di Bernanke! Quindi Bernanke ci dice che il programma di acquisto massiccio di titoli della Fed, la stessa lo ha pagato creando "riserve" dal nulla, pigiando semplicemente un bottone del computer, ma queste riserve non sono andate ad aumentare la moneta in circolazione. Ci dice anche che la Fed ha due mandati: favorire livelli di occupazione desiderabile e mantenere livelli d'inflazione contenuti. Quando arriva una forte crisi da debiti, ha il dovere di schiacciare i tassi per fare ripartire l'economia e ci dice anche che ciò non determina necessariamente condizioni che favoriscono un aumento di inflazione indesiderata.
La BCE ha invece un solo mandato, limitato al controllo dell'inflazione. Ha quindi sempre considerato un tabù l'intervento di acquisto massiccio di titoli per combattere la disoccupazione. L'intervento di quantitative easing attualmente deciso da Draghi viene fatto solo perchè la BCE ha visto pericoli deflazionistici, quindi, non è finalizzato a stimolare l'economia ed abbattere la disoccupazione, serve solo riportare l'inflazione al 2%, a salvare l'Euro, a non farlo implodere. Arriva tardi ed ha una portata limitata perchè non ha lo scopo di contribuire a risolvere i problemi di squilibrio tra i paesi dell' Eurozona e alleviare il problema dell'eccessivo debito pubblico, soprattutto delle economie in difficoltà. L'Europa ha seguito una via opposta a quella dell'Inghilterra che, dal 2008 ad oggi ,ha fatto comprare alla propria Banca Centrale un quarto del debito pubblico. Questo debito, in pancia alla Banca d'Inghilterra, per stessa ammissione delle autorità inglesi, rimarrà nel bilancio a tempo indefinito. Che cosa vuol dire per i cittadini inglesi? Che un quarto del debito non è più un problema, non ci pagano interessi perchè la Banca Centrale li gira allo Stato, e forse, rimarranno per sempre in capo alla Banca Centrale, cioè verranno cancellati. Invece per i cittadini dell'Eurozona, soprattutto dei paesi deboli, è stata scelta la strada di fare ripagare il debito fino all'ultimo centesimo in tasse e/o tagli della spesa pubblica e, se non basterà, con patrimoniali e ristrutturazioni dei debiti sovrani.
Qui non si vuole sostenere che le politiche perseguite da Stati Uniti e Inghilterra, non avranno alcuni effetti indesiderabili paventati dai sostenitori della linea del "rigore europea". Gli effetti delle politiche anglosassoni, di schiacciamento dei tassi, alimenteranno o forse stanno già determinando bolle speculative, fenomeni distorsivi e redistributivi.
In tempi "normali", si potrebbe disquisire all'infinito sulla bontà o meno delle due ricette.
Ma i governanti europei si sono persi un passaggio fondamentale, che dal 2008 è scoppiata una crisi da debito (privato!) spaventosa che ha comportato un delevereging rapidissimo del sistema finanziario. Con la crisi del 2008 il sistema bancario è stato costretto a ridurre drasticamente la leva, a distruggere moneta, è salita vertiginosamente la disoccupazione, l'economia si è avvitata su se stessa, sono intervenuti gli Stati aumentando l'indebitamento per sopperire alla distruzione di moneta ad opera del sistema privato. Non siamo in un periodo "normale", la crisi morde e il debito non lo potrai mai ripagare senza ricorrere a politiche non convenzionali analoghe a quelle seguite dagli americani e dagli inglesi. Con aumenti delle tasse e i tagli della spesa pubblica non vai nessuna parte. Le patrimoniali e le ristrutturazioni dei debiti hanno sicuramente effetti collaterali peggiori di quelli provocati dalle politiche di quantitative easing.
Coloro che sostengono che i problemi si risolvono con "più Europa", chiedano subito che venga cambiato il mandato della BCE! Senza rassicurazioni di questo tipo in tempi brevissimi, che certamente non arriveranno, dobbiamo capire che la soluzione del problema può venire solamente da decisioni unilaterali dei singoli Paesi.

 

la Redazione