Mosler e Alfredo D'attorre al Dibattito Sull'economia a Rimini il 21

  • pubblicato da Giovanni Zibordi su cobraf.com  14 maggio 2015  
  • Abbiamo invitato l'ottimo Alfredo D'Attorre della direzione nazionale del PD (ala dissidenti) al dibattito con Warren Mosler il 21 maggio all'ITforum di Rimini dopo che è apparso ovunque questo suo video di un dibattito in TV sull'economia in cui D'Attorre ha zittito tutti in sala D’Attorre non è un economista, ha fatto il dottorato in filosofia alla Normale di Pisa, per cui ha il cervello sgombro delle panzane sul debito, moneta e simili dell'economia "made in USA" e invece ragiona in modo logico. L'idea sarebbe che al dibattito con Mosler gli dico "... senti se voi dissidenti del PD fate un altro partito con le cose che dici tu mettete Mosler come economista e candidato a ministro delle Finanze...cosa ne pensi ?" (ehi, il neonato partito socialista ha detto questo mese che Mosler dovrebbe essere il suo ministro dell'economia)

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    - Al minuto 0:07 D’Attorre sostiene che il famoso “tesoretto” non solo è inesistente ma, ancor peggio, è “un bel tesoretto all’incontrario…non da distribuire ma da trovare”.

    - Al minuto 0:47 “torna il tema cruciale che il Governo purtroppo fin qui ha eluso: una radicale ridiscussione delle regole con l’Europa… dopo sette mesi di Governo Monti lacrime e sangue "la spread" era sempre sopra 500 punti come quando Berlusconi se ne era andato e la spread è scesa veramente solo da luglio 2012 quando Draghi ha promesso di comprare tutto il debito che era necessario... non è stata l'austerità a far scendere la spread”.

    - Al minuto 2:29 D’Attorre parla del golpe finanziario della Bce e di Mario Monti e sostiene senza giri di parole che “al di là degli errori che erano stati fatti dal Governo Berlusconi, era l’architettura dell’euro che non reggeva”. Se ha retto fino ad oggi, in effetti, non è per le manovre lacrime e sangue applicate con spietato rigore da Monti in avanti, che hanno depresso l’economia, ma perché la Bce ha garantito il suo intervento a protezione del debito pubblico dei Paesi in crisi. È un bluff che non può durare ancora a lungo, ed è di nuovo la disperata situazione greca a dimostrarlo, mentre in Italia i poveri sono ormai 10 milioni.

    - Al minuto 4:15 “dopo un anno di Governo…purtroppo i fondamentali dell’economia sono peggiorati, la disoccupazione è più alta, il Pil non riparte, lo stato delle finanze pubbliche non migliora…le riforme in itinere, da quella della Pubblica amministrazione alla scuola destano più preoccupazione per la confusione e i danni che possono provocare che aspettative reali”.

    - Al minuto 5:31 D’Attore sostiene che “la politica economica del Governo che…si muove sostanzialmente in continuità con le scelte del Governo Monti e con le direttive dell’Europa, Bruxelles e Francoforte, è una linea di cedimento dell’Italia agli interessi di altri Paesi, è una linea subalterna, è una linea che va contro l’interesse nazionale e che è destinata a peggiorare ancora la situazione”.

    - Al minuto 7:14 “perché noi dobbiamo fare il 2,6%, addirittura al di sotto del 3% [di deficit], quando altri Paesi sono oltre, sostanzialmente per rispettare il Fiscal Compact, cioè l’idea che noi in una situazione di economia che non riparte dobbiamo avviare già adesso la riduzione del debito, quando sanno tutti che il debito si può ridurre…a due condizioni: se risale il Pil reale, torna la crescita, e se risale l’inflazione. Queste storicamente sono le uniche due strade”.

    - Al minuto 7:53, la critica al Jobs Act. D’Attorre sostiene giustamente che “Il Jobs act produrrà più flessibilità/precarietà del lavoro e poi il vero obiettivo per cui è stato fatto, imposto da Draghi all'attuale Presidente del Consiglio nel famoso vertice di agosto: la famosa deflazione salariale”. Se l’Italia non può competere svalutando quando necessario la moneta e non può fare investimenti industriali a causa del Fiscal Compact, è necessario tagliare occupazione e stipendi, per abbassare i prezzi. Ma in questo modo si manda all’aria l’intera economia, facendo il gioco degli interessi esteri.

    - Infine, al minuto 8:25, D’Attorre spiega come il Governo può tenere bassi i salari: “Per questa strategia, è naturale che la disoccupazione debba rimanere alta…Questi geni di Bruxelles hanno stabilito che ogni Paese ha un certo tasso di disoccupazione sotto il quale non può scendere” altrimenti aumentano i salari. Nel Def è tutto scritto: nel 2019 la disoccupazione sarà ancora ai livelli di oggi, se tutto va bene... Sapete quanto è per l'Italia la soglia di disoccupazione "strutturale" cioè sopra la quale l'inflazione poi sale secondo Bruxelles ? il 12% !... cioè prevedono come strategia che la disoccupazione resti al 12%, nei loro stessi documenti..."