Anche il top economista Steve Keen ci dice che dobbiamo reintrodurre monete nazionali complementari all'Euro

19 giugno2015
 
Quest'articolo è prezioso perchè è scritto da un economista top, di quelli che hanno vinto un premio internazionale  prestigioso, il premio Revere Award,  per aver previsto la crisi del 2008, giocandosela con un altro economista top come Nouriel Roubini.  Keen è apprezzato dal mondo accademico per aver creato un modello econometrico che ha meglio interpretato le dinamiche economiche degli ultimi decenni: aumento esponenziale dell'indebitamento bancario, conseguente crisi bancaria, scoppio della bolla immobiliare e crollo azionario e conseguente crisi economica globale. Perchè Keen, con i suoi modelli macroeconometrici,  aveva previsto tutto? Semplicemente perchè partiva da ipotesi corrette, cioè quella di considerare, nel moderno sistema economico, dove circola moneta fiduciaria, svincolata dall'oro,  il fondamentale ruolo svolto dalle banche commerciali nella creazione e distruzione di moneta. In sostanza Keen (per approfondimenti vedi scheda nel sito) è convinto che le banche commerciali creino autonomamente, facendo crediti, la maggior parte della moneta che circola nel sistema economico, moneta che diventa linfa vitale per accompagnare il ciclo economico, ma quando   ritirano i prestiti, distruggono la moneta precedentemente creata e sono le principali artefici della contrazione  economica (vedi anche articoli di redazione:  "La Banca d'Inghilterra: tutto quello che sapete sulla moneta è sbagliato" e "Ha ragione la Fed o la BCE" ). Perché gli economisti che imperversano nei dibattiti nostrani non hanno previsto la crisi del 2008 e dell'Euro? Semplicemente perché i loro modelli non descrivono correttamente il reale funzionamento della "moneta bancaria" nel sistema economico moderno, in altre parole, non ne tengono conto. Quindi per loro è tutta colpa della bassa produttività, dell'alto costo del lavoro, del debito pubblico....ecc.  E non capiscono che la crisi dell'Euro in realtà è stata innescata da una crisi bancaria. Le banche all'improvviso hanno smesso di prestare alle imprese e alle famiglie, hanno quindi tolto moneta al settore privato, contestualmente, le folli regole europee hanno aggravato la situazione imponendo  ad alcuni Stati di aumentare le tasse a cittadini e imprese. Quindi il settore privato di alcuni paesi ha visto sparire dalla propria disponibilità una quantità enorme di moneta. Alle  famiglie e le imprese italiane, dalla sera alla mattina, è mancata,  per colpa di Monti e della crisi bancaria, peraltro proveniente dagli Stati Uniti e dalla Germania, una quantità di moneta pari al 10% del PIL. Essendoci privati  della sovranità monetaria, non abbiamo potuto far stampare alla nostra Banca d'Italia la moneta che era scomparsa e non abbiamo potuto manovrare il tasso di cambio per far si che parte della moneta sparita dalla nostra economia privata venisse sostituita da maggiori flussi provenienti dalle esportazioni. Questo è il reale film della crisi, anzi, i flussi monetari si sono diretti tutti verso il paese che meno ne aveva bisogno, la Germania.  Tutti quelli che ossessivamente parlano di "riforme" che nella migliore delle ipotesi avranno effetti a medio lungo termine, omettono di dire che non serviranno a nulla, se non verrà rapidamente ricreata quella moneta di cui la nostra economia è stata privata.
Ma veniamo all'articolo di Keen, che cosa ci dice? 
Paragona l'Euro ad un Hotel  che ricorda Hotel California,  una canzone famosissima degli Eagle, che parla di uno strano  Hotel dal quale, una volta entrato, non puoi più uscire. Keen si domanda se coloro i quali hanno firmato Mastricht, lo abbiano fatto sotto l'effetto di qualche sostanza allucinogena: un Trattato che, una una volta firmato, non prevede, se ci ripensi, dei meccanismi di uscita. 
Osserva che l'Euro non è mai stato una vera moneta perchè dietro non esiste una Nazione Europa, una vera moneta richiede che ci sia una nazione. Al massimo l'Euro può essere considerato una moneta comune, volta ad agevolare gli scambi fra nazioni, ma non dovrebbe essere utilizzata come moneta domestica. Per Keen l'Euro quindi  ha forti analogie con i Diritti Speciali di Prelievo del Fondo Monetario internazionale, una moneta creata per agevolare gli scambi tra paesi.
Keen rileva che anche economisti del calibro di Goodley e Friedman avevano, già tanto tempo fa,  avuto intuizioni profetiche in merito.
Goodley aveva rilevato che l'Euro era stato concepito nel convincimento che il capitalismo fosse fondamentalmente stabile, privo di crisi e che l'economia si regolasse da sola. Secondo Goodley coloro che avevano  firmato il Trattato l'avevano fatto nella convinzione che per governare l'economia bastasse tenere i bilanci degli Stati in pareggio e che non servissero altre istituzioni al di fuori di una  Banca Centrale  che gestisse la moneta in modo indipendente. Già nel 1992 Goodley aveva previsto che questa impostazione avrebbe portato al disastro:  all'interno di un'unica area monetaria, se un paese o una regione va in crisi , se non ha la possibilità di svalutare la propria moneta e non è  previsto un meccanismo di redistribuzione fiscale, l'epilogo è certo, hai un  declino e la necessità di emigrare.
Anche Friedman, già nel 1997, aveva rilevato che l'Euro non aveva alcun senso perchè dietro non aveva un unica Nazione, ma un insieme  di Stati molto diversi fra loro.
 
Ma venendo alla proposta di Keen, lui sostiene che,  se i leader europei prendessero atto che l'Euro non è una vera moneta e non è sostenibile, potrebbero porre fine a questa tragedia facendo un passo indietro , creando un sistema monetario che potrebbe essere una versione europea dei Diritti Speciali di Prelievo del Fondo Monetario Internazionale.
La prima cosa da fare sarebbe quella di reintrodurre monete nazionali (in un rapporto di cambio 1 a 1 con l'Euro) e ridenominare i rispettivi debiti dei paesi, nelle nuove valute. Dopo un periodo di assestamento, durante il quale lasci  liberamente fluttuare i tassi di cambio tra le nuove monete, periodo in cui le monete e il debito dei paesi meno competitivi si svaluteranno e in cui consenti ai governi di ricapitalizzare le banche, puoi rifissare nuove parità monetarie, e  a questo punto l'Euro diventerà una moneta da usare per gli scambi internazionali.
Keen aggiunge che a questo punto le stringenti regole di Mastricht potranno essere indirizzate, più correttamente e utilmente, a correggere gli squilibri delle bilance dei pagamenti tra paesi appartenenti alla zona Euro, invece di concentrarsi, inutilmente e dannosamente, sulla correzione dei deficit statali.
Questo sistema potrebbe reintrodurre quegli elementi di flessibilità che attualmente, disperatamente, mancano all'area Euro: eventuale variazione del tasso di cambio se il paese si trova persistentemente in una situazione di squlibrio di bilancia dei pagamenti, reintroduzione di una politica monetaria e fiscale con margini di autonomia per ogni singolo paese.
 
 
Parola di Steve Keen!! Ce lo dice un economista serio, uno dei massimi esperti di modelli macroeconometrici. Sarebbe quantomai opportuno   chiedergli di elaborarne uno che simuli gli effetti di  questa sua proposta.  I modelli econometrici, sono sicuramente strumenti fondamentali per indagare la scienza economica, sono però troppo spesso usati, da economisti alla Boldrin, Zingales e Giavazzi, per supportare tesi non vere, perché elaborati partendo da ipotesi errate: che la "moneta bancaria" non sia importante.
 
 
la Redazione    
 
 
pubblicato da  su www.debunkingeconomics.com il 17 agosto 2014
 

Leaving the Hotel Euro

Americans aren’t known for irony or surrealism, but one of the enduringly surreal and ironic pop songs is The Eagle’s “Hotel California”. Written as a satire of American i excess, its lyrics bear an uncanny resemblance to the trap the nations of Europe now find themselves in—especially its final stanza:

Last thing I remember, I was
Running for the door
I had to find the passage back
To the place I was before
“Relax,” said the night man,
“We are programmed to receive.
You can check-out any time you like,
But you can never leave! “

I don’t know whether the architects of the Euro smoked any colitas as they drafted the Maastricht Treaty, but surely something hallucinatory was involved in an agreement which, once signed, allowed for no exit. Even marriage allows for divorce, despite the “let no man put asunder” bravado of the ceremony.

The nations of Europe now resemble a truly unhappy marriage (and a Mormon one at that), sans divorce, with the spouses desperately wishing the “Till Death Us Do Part” section of the ceremony would hurry up and arrive—and despondent that, unlike spouses, nations don’t die.

Figure 1: Unemployment in Europe

Citizens of nations do die however, and there are many instances now of economic suicides as people end their lives because of the European economic crisis. With austerity policies making a bad situation worse, it would hardly be a surprise to see political parties who pay no regard to treaties take power and tear this one up.

So is there any way out of the Hotel Euro before the Stormtroopers blow up its walls? One possibility is to realize that, rather like a marriage contract that enforced celibacy inside the marriage as well as faithfulness outside, the Euro was never really a currency. A currency requires a nation, and there is no Nation called Europe—nor will there ever be.  Instead the Euro is at best a common currency for international trade, but not one that should have ever been used as a domestic currency as well.

It is therefore a Continental version of the IMF’s “Special Drawing Rights” (SDRs), a currency invented to enable trade between nations, and issued by a supranational authority (the IMF) under strict rules in proportion to the size of national economies.

It should never have been any more than this, as even economists with worldviews as removed as Wynne Godley and Milton Friedman argued long before that fateful day in 1999 when the Euro came into existence. Godley, like me a critic of conventional economics and one of the handful of economists to foresee the Global Financial Crisis, scoffed that the Euro was designed in the belief that capitalism was inherently stable:

The central idea of the Maastricht Treaty is that the EC countries should move towards an economic and monetary union, with a single currency managed by an independent central bank. But how is the rest of economic policy to be run? As the treaty proposes no new institutions other than a European bank, its sponsors must suppose that nothing more is needed. But this could only be correct if modern economies were self-adjusting systems that didn’t need any management at all.

I am driven to the conclusion that such a view – that economies are self-righting organisms which never under any circumstances need management at all – did indeed determine the way in which the Maastricht Treaty was framed… All that can legitimately be done, according to this view, is to control the money supply and balance the budget…

Since he saw this view as delusional, he foresaw—in 1992!—that disaster lay ahead: If a country or region has no power to devalue, and if it is not the beneficiary of a system of fiscal equalisation, then there is nothing to stop it suffering a process of cumulative and terminal decline leading, in the end, to emigration as the only alternative to poverty or starvation.  (Wynne Godley, 1992, pp. 3-4)

Milton Friedman clearly was one of those delusional individuals who believed that capitalism was inherently stable (though in the delusional stakes Friedman has nothing on more recent Nobel Laureate Edward Prescott, who in 1999 argued that the Great Depression was, in effect, an extended voluntary holiday). But even he didn’t think that the Euro made any sense, for the simple reason that Europe was not a country:

Europe’s common market exemplifies a situation that is unfavorable to a common currency. It is composed of separate nations, whose residents … have far greater loyalty and attachment to their own country than to … the idea of “Europe.”… goods move less freely than in the United States, and so does capital. The European Commission … spends a small fraction of the total spent by governments in the member countries. They, not the European Union’s bureaucracies, are the important political entities… wages and prices in Europe are more rigid, and labor less mobile. In those circumstances, flexible exchange rates provide an extremely useful adjustment mechanism. (Milton Friedman, 1997)

So if Europe’s leaders could just take a step back and realize that their currency isn’t really a currency, they could perhaps convert it into what it most closely resembles—a European SDR—and reduce at least the government-mandated part of Europe’s modern tragedy. This would not be painless—any more than divorce is cost-free—but it would be less painful than enduring today’s continuing extreme crisis.

The first step would be to re-introduce national currencies as sub-species of the Euro on a one-for-one parity with the Euro, and to denominate all debts in them: Greeks would owe debt in Euro-Drachma, Spaniards in Euro-Peseta, and Germans in Euro-Marks. Then the market could be allowed to revalue these sub-currencies—which would drive down both the exchange rates and the debt of the PIIGS. After a period of free movement when national banks would need to be recapitalized by national governments (since the value of, for example, German bank holdings of Spanish and Greek debt would plunge), the exchange rates could be frozen once more, and the Euro would then become the reference currency for international trade within Europe, and between Europe and the rest of the world. The Maastricht rules against deficits, which are currently applied to government deficits, would then be directed instead at trade deficits—though with the possibility of devaluation if a country ran persistent trade deficits.

This system would re-institute the three wings of national policy that the Euro forbade: exchange rate variation, fiscal policy, and differential monetary policy. It would also directly reduce the debts that are currently paralyzing both the private and public sectors of the PIIGS.

This shift could be undertaken in concert with or after the “modest proposal” that Yanis Varoufakis and Stuart Holland have long championed, and have just recently had republished in the Financial Times Online. This would convert bonds issued by the nations of Europe into bonds issued by the European Central Bank, up to the 60% of GDP level currently allowed by the Maastricht Treaty. These bonds would continue to be serviced by the relevant nations, but with the backing of the ECB the rates on those bonds would fall dramatically:

This Debt Conversion Program, which involves no debt monetisation, will instantly engender large interest rate reductions for fiscally-stricken states without any concomitant rise in the long term interest rates that Germany pays (since Germany is not guaranteeing the Program). (Yanis Varoufakis and Stuart Holland, 2012)

Will either of these things happen? The current political impasse in Europe implies no. But impasses have a way of collapsing all at once when The Unthinkable Happens.

And in the master’s chambers,They gathered for the feast.They stab it with their steely knives, But they just can’t kill the beast Welcome to the Hotel California…

Friedman, Milton. 1997. “The Euro: Monetary Unity to Political Disunity?” Project Syndicate, 1997(August 28).

Godley, Wynne. 1992. “Maastricht and All That.” London Review of Books, 14(19), 3-4.

Varoufakis, Yanis and Stuart Holland. 2012. “A Modest Proposal for Resolving the Euro Crisis: An Abridged Version as Published by the Financial Times on Line,” Yanis Varoufakis. Athens: Yanis Varoufakis.